Grand Prix Strade d’Italia 2010
Ecco la classifica generale del Grand Prix Strade d’Italia 2010 categoria MM60:
| Pos. | Cognome | Nome | Sesso | Categoria | Societa’ | Punti |
| 1 | PUGLISI | SALVATORE | M | MM60 | ATHLETIC CLUB BELLUNO | 568 |
| 2 | VIEL | GIANCARLO | M | MM60 | G. P. LIVENZA SACILE | 558 |
| 3 | D’INCAL | DARIO | M | MM60 | ATHLETIC CLUB BELLUNO | 552 |
| 4 | CAZZOLA | ENRICO | M | MM60 | A.A.A.MALO | 513 |
| 5 | CAMIN | SALVATORE | M | MM60 | U.S.ATL.QUINTO-MASTELLA | 490 |
| 6 | TREVISANATO | ALFIO | M | MM60 | VENICEMARATHON CLUB | 484 |
| 7 | BORTOLINI | SEVERINO | M | MM60 | ATL.VALDOBBIADENE G.S.A. | 479 |
| 8 | SCHIAVO | STEFANO | M | MM60 | ATL.VALDOBBIADENE G.S.A. | 469 |
| 9 | CARNIO | ANGELO | M | MM60 | GS.TORTELLINI VOLTAN MARTELLAG | 464 |
| 10 | DAL MAGRO | PAOLO | M | MM60 | ASS.GIRO DELLE MURA CITTA”FEL | 453 |
Gli zucchini di Loto
Sul vostro terreno crescono zucchini? Fate attenzione a non estirparli, poiché, se denunciati, potreste essere indiziati di reato e rinviati a giudizio per furto. Non si tratta di piante protette ma possono essere state messe a dimora da un vicino dispettoso e malefico, che potrebbe denunciarvi per furto. È quanto accaduto ad Itaca Radici, che aveva iniziato a ripulire dalle erbacce il proprio terreno, su cui il nuovo vicino, vantando delle assurde pretese, vi aveva impiantato cinque piantine di zucchino. Una volta denunciata, ha dovuto renderne conto in tribunale e pagare fior di quattrini per essere difesa dalla maledica accusa. Il fatto è accaduto in una località delle Dolomiti ed il processo si è svolto nel tribunale a Pieve di Cadore. Il vicino l’aveva denunciata ai carabinieri e il pubblico ministero, ritenendo fondata la querela, aveva chiesto il rinvio a giudizio della responsabile per «furto, aggravato dallo strappo dal luogo ove erano impiantati».
La storia, parafrasando il famoso film di Cesare Zavattini e Vittorio De Sica Ladri di biciclette, potrebbe avere per titolo “ladri di zucchini”, se non fosse che non di furto s’era trattato ma del diritto a ripulire il proprio terreno da tutto ciò che si ritiene facente parte delle erbacce, siano esse appartenenti al genere delle gramigne o a quello delle cucurbite.
La valle dei palmenti
Arcaici pigiatoi, sparsi nella vasta campagna, spesso su appezzamenti di terreno non più coltivati a vigneto o in stato d’abbandono da diverso tempo. Opifici in disuso, ricavati su grandi blocchi di roccia sedimentaria, in prevalenza arenaria, di cui la zona è abbonda, specie nella parte nord-orientale. Il casuale ritrovamento di questi antichi manufatti lascia sorpreso e stupefatto l’ignaro escursionista, che li osserva con sorpresa e si chiede quale sia stata la loro funzione e a quale periodo della storia dell’uomo essi risalgano. Sin da subito ritiene che si tratta di strutture archeologiche importanti e può anche avvertire una coinvolgente sensazione di scoperta.
Il territorio interessato è quello che parte da Montalbano Elicona-Tripi e Floresta per scendere a Santa Domenica Vittoria, Roccella Valdemone, Randazzo, Malvagna, Moio Alcantara, Francavilla di Sicilia, Castiglione di Sicilia, Motta Camastra, Graniti, Gaggi, Castelmola, Taormina, Giardini-Naxos e Calatabiano.
Fascino e mistero di una singolare scoperta
Francavilla, si trova nella Sicilia orientale, al confine tra la provincia di Messina e quella di Catania, sulla sponda sinistra del fiume Alcantara, in prossimità delle pendici settentrionali dell’Etna, in una zona di rilevante interesse naturalistico ed archeologico.
Le origini della cittadina, sino ad alcuni anni fa, si facevano risalire ai primi decenni dell’XI secolo ma scoperte archeologiche recenti hanno rivoluzionato le conoscenze di carattere storico.
In base a quanto è venuto fuori dal sottosuolo negli ultimi due decenni, a seguito del cosiddetto “sviluppo edilizio”, gli studiosi oggi ritengono che nella zona, ove in periodo medievale è stato edificato l’antico abitato di Francavilla, all’epoca della colonizzazione greca c’era già un luogo di culto molto frequentato.
Francavilla si trova, infatti, in prossimità della costa jonica, nell’entroterra di Naxos, prima colonia calcìdese di Sicilia.
I riferimenti più recenti parlano a favore di una “polis” greca sotto Francavilla, ma sul posto la gente non presta alcuna attenzione a questo tipo di scoperte e di notizie ritenendole più un fastidio che una risorsa culturale.
Da qui l’idea strategica della progettazione di un itinerario didattico tendente a coinvolgere gli alunni e a far loro scoprire, direttamente, i “segreti” del territorio in cui vivono in modo che loro stessi diano maggior considerazione alla scoperta stessa.
Un opificio per la pigiatura dell’uva ricavato dall’uomo nella roccia a dieci metri di altezza dal suolo e, per giunta, disposto verticalmente su di una parete verticale?
Ecco la scoperta misteriosa su cui indagare.
Lo studio dei fenomeni naturali responsabili dell’esodinamica della superficie terrestre ci aiuta a dare la spiegazione della stranissima posizione del manufatto, ricavato dall’uomo modellando una cavità già esistente nella roccia.
La particolare strategia didattica ha stimolato e favorito la conoscenza di ambienti naturali che, per quanto vicini, erano prima sconosciuti. Nel contempo è valsa ad avvicinare gli alunni all’archeologia vera e propria e ai reperti venuti alla luce sul posto in precedenza e a cui nessuno dava importanza.
Sono stati fatti studi e ricerche, dibattiti e proiezioni in classe coniugando in modo armonico il binomio “natura e cultura”.
Il lavoro effettuato ha, infatti, portato gli alunni a scoprire i legami tra natura e cultura del luogo.
“Fascino e misteri di una singolare scoperta” archeologica sono stati attentamente analizzati e chiariti in modo semplice ma sorprendente.
Francavilla di Sicilia, lì 20 giugno 1993
Fiori spontanei della Valle dell’Alcantara
La pubblicazione, realizzata nell’ambito dell’attività di Educazione Permanente relativa all’anno 1991 e finanziata dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione, si inserisce in un progetto più ampio elaborato dal Distretto Scolastico n. 34 riguardante lo studio del territorio, la conoscenza dell’ambiente, la salvaguardia e la tutela del patrimonio comprensoriale e la diffusione sociale dell’amore e dell’interesse per la natura.
L’iniziativa scaturisce dall’accertata carenza di ricerche specifiche nell’ambito della Valle dell’Alcantara e si propone principalmente di sensibilizzare le nuove generazioni ad una maggiore percezione del mondo che li circonda, fornendo anche alcuni elementi essenziali per la conoscenza del patrimonio naturalistico della zona interessata. È da tutti risaputo, per esempio, che a fine gennaio, nel cuore dell’inverno, in Sicilia fioriscono i mandorli, ma quanti sono a conoscenza che, contemporaneamente, sbocciano candidi narcisi e splendenti anemoni e quanti altri sanno che nella valle dell’Alcantara crescono spontanee molte specie di fiori appartenenti alla famiglia delle orchidacee?
La conoscenza delle specie floristiche riportate nel presente volume può costituire un punto di riferimento ed un utile sussidio per eventuali ricerche future.
IL PRESIDENTE DEL DISTRETTO SCOLASTICO N. 34
dr. proc. Salvatore G. Mamazza