Briciole
Anno di pubblicazione: 2019
Nel 2019 i componimenti in versi vengono rivisitati e corredati di aforismi in una nuova stampa che prende il nome di Briciole. Il lavoro compendia una lunga esperienza di vita del tempo in fiore e del tempo edificato e dell’amore. Il tempo in fiore ha la forza, l’energia, l’impeto della giovinezza, è la vita che prorompe. Il tempo edificato è quello della costruzione dell’edificio della persona, delle esperienze, del vissuto dal quale può nascere la comprensione, l’amore, la saggezza che è il compendio estremo e significativo dell’amore strappato dal Nulla.
“Il tempo fa di te un solo pasto/ e della vita non restano che briciole/ sementi per altro ritorno/ sul viale di gioie e illusioni/ finchè sarà giorno”.
L’Introduzione esplicita il tema esistenziale intorno al quale si avviluppano gli accenti della poetica: “Questa parentesi, che è la vita nell’universo, ha un valore incommensurabile e ciò che è incommensurabile è infinito. La vita, pertanto, non si può in alcun modo definire e non si può in alcun modo spiegare. Possiamo conoscere la vita sin dal formarsi del primo organismo e della prima cellula ma non la possiamo spiegare e, neanche ricorrendo ai risultati delle ricerche sulle particelle elementari e sulla loro forza di attrazione fino al formarsi della materia, possiamo spiegare la vita. E mai potremo dare una risposta sulla necessità della nostra esistenza. Il valore incommensurabile non è la vita in se, la vita biologica, ma l’intelligenza che è nata da essa e di cui l’uomo è capace.
Può darsi che in futuro l’uomo riesca a costruire una macchina che superi la vita biologica, che non tema il caldo e il freddo e che possa avventurarsi eternamente nell’universo. Sarà una buona macchina, ma non sarà mai l’uomo.
Questo straordinario risultato della natura è riuscito a conquistare il potere divino della conoscenza, oltrepassando la materia ed entrando definitivamente nella realtà metafisica, nell’universo aliunde, che è quello dell’immaginario, delle idee, che non potranno mai più tornare allo stato dell’energia che le ha prodotte.
Le idee sono irreversibili, stanno su un piano diverso e sono un valore assoluto. Questo è stato intuito già dai primi grandi pensatori quando hanno parlato della metafisica, di ciò che sta oltre ciò che nasce, cresce e si consuma. Pensando, studiando, raccontando, consumiamo energia, la nostra energia intelligente che si esaurisce nella nostra breve parentesi di presenza nel mondo.
Cosa resta di noi? Briciole, immagini, gesti, ricordi che subito svaniscono e scompaiono. L’intelligenza metafisica attende sempre nuovi contatti, nuove energie intelligenti per non sparire anch’essa con noi. E le nostre briciole si consumano, come stelle cadenti nel firmamento oscuro e infinito, brulicante di luci, lacrime di un pianto cosmico di gioia e di tristezza che racchiude la vita”.